Non sono mai andato granché fiero del mio italiano. Il periodare è sciatto, il lessico misero, la sintassi traballante; in breve, un linguaggio piuttosto trasandato.
È questa una delle ragioni per le quali continuo a fare il mestiere che faccio: l’Italia ha bisogno di qualcuno che appiattisca i testi, rendendoli accessibili anche ai lettori meno istruiti. Mestiere che finora mi è riuscito benino, devo dire. Gli scritti che ho consegnato negli ultimi anni erano abbastanza dimessi, vuoti ed insipidi da valermi il plauso di tutti i committenti, anche i meno contentabili.
Comprensibile dunque il mio sconcerto nel ricevere una lettera di fuoco da Redattrice2, indispettita dal mio linguaggio troppo sciatto, anzi, gravemente insudiciato dal dialetto. Redattrice2 mi consiglia dunque di leggere di più, soprattutto i classici, e di ripassare la grammatica. Ad illustrazione di ciò, trascrive in calce le espressioni e i termini dialettali dai quali purgare la mia penna, in quanto «del tutto incomprensibili»:
Soffitto a volta
Giocare d’anticipo
Instillare
Calmare le acque
Crogiolarsi
Famigliola
Scaltro
Scampare
Arabeggiante
Sgranare gli occhi
Pianeggiante
Infierire
Inabissarsi
Appianare
Scribacchino
Gettare alle ortiche
Spasso
Oblio
Scempiaggine
Specchio d’acqua
Deretano
Prelazione
Polpettone
Propaggine
Postilla: ovviamente Redattrice2 non è Redattrice1, ma è anch’ella assunta a tempo indeterminato.
È questa una delle ragioni per le quali continuo a fare il mestiere che faccio: l’Italia ha bisogno di qualcuno che appiattisca i testi, rendendoli accessibili anche ai lettori meno istruiti. Mestiere che finora mi è riuscito benino, devo dire. Gli scritti che ho consegnato negli ultimi anni erano abbastanza dimessi, vuoti ed insipidi da valermi il plauso di tutti i committenti, anche i meno contentabili.
Comprensibile dunque il mio sconcerto nel ricevere una lettera di fuoco da Redattrice2, indispettita dal mio linguaggio troppo sciatto, anzi, gravemente insudiciato dal dialetto. Redattrice2 mi consiglia dunque di leggere di più, soprattutto i classici, e di ripassare la grammatica. Ad illustrazione di ciò, trascrive in calce le espressioni e i termini dialettali dai quali purgare la mia penna, in quanto «del tutto incomprensibili»:
Soffitto a volta
Giocare d’anticipo
Instillare
Calmare le acque
Crogiolarsi
Famigliola
Scaltro
Scampare
Arabeggiante
Sgranare gli occhi
Pianeggiante
Infierire
Inabissarsi
Appianare
Scribacchino
Gettare alle ortiche
Spasso
Oblio
Scempiaggine
Specchio d’acqua
Deretano
Prelazione
Polpettone
Propaggine
Postilla: ovviamente Redattrice2 non è Redattrice1, ma è anch’ella assunta a tempo indeterminato.
